Attacchi di panico: un po’ di chiarezza

10 milioni sono gli italiani che hanno vissuto almeno una volta l'esperienza di un attacco di panico. Alcune volte è un episodio singolo ma, per oltre 2 milioni di persone, si sviluppa un vero e proprio disturbo di panico con attacchi ripetuti, ansia e fobie. Una condizione esistenziale grave ed invalidante.


I sintomi sono sia fisici (tachiardia, sensazione di mancanza d'aria e sbandamento o capogiri, tremori, sudorazione, vampate di caldo e formicolii) che psicologici (paura di morire o di impazzire).

La comparsa dei sintomi è improvvisa, inattesa ed  esplosiva con una durata della fase acuta di pochi minuti, ma con strascichi importanti che possono durare ore. 


Ma cosa succede e quali sono le situazioni che scatenano un attacco di panico?


Tutti i contesti di chiusura (coda al supermercato, gallerie, ascensori, luoghi affollati, viaggi) e nei quali si potrebbe star male e non ricevere aiuto, possono scatenare attacchi di panico.

Si può assistere, quindi, ad una riduzione delle proprie possibilità e delle proprie esperienze, con la tendenza a chiudersi in casa o in luoghi sicuri, portando, in molte occasioni, allo sviluppo di forme depressive secondarie.


Come si può trattare?

La percentuale di pazienti nei quali la malattia scompare varia da un 12 a un 38%. Il 20-40% dei pazienti trattati farmacologicamente non risponde alle terapie e la stessa cosa succede al 30-40% dei pazienti trattati con la terapia cognitivo-comportamentale.

Questi dati, che appaiono sconfortanti, mostrano la necessità di un approccio terapeutico che non affronti il problema per mezzo di un protocollo standardizzato ed uguale per tutti, ma, contrariamente, con metodiche personalizzate che rendano conto del manifestarsi della sintomatologia e della storia del singolo individuo.


Ogni attacco di panico ha un suo senso nel manifestarsi. Ci mostra un fenomeno che va indagato e compreso, alla luce dei vissuti e dei progetti futuri della persona. Il contesto, le relazioni e le aperture emotive del vivere quotidiano, sono gli elementi basilari nella comprensione del disturbo di panico. La terapia cognitivo-neuropsicologica, affrontata nell’ottica della cooperazione con il paziente, offre la via regia al benessere ed alla comprensione del senso del manifestarsi del malessere.


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