Disturbo Ossessivo-compulsivo D.O.C.

Si tratta di un disturbo molto comune ed è per questo che, nonostante faccia parte dei disturbi d'ansia, merita un'approfondimento particolare.

 

Il DSM (Manuale diagnostico e Statistico dei disturbi Mentali) definisce il disturbo ossessivo-compulsivo come un disturbo caratterizzato da ossessioni e compulsioni.

 

Le ossessioni sono dei pensieri ricorrenti vissuti come intrusivi, inappropriati e fonte di ansia da parte dell'individuo. Le compulsioni sono dei comportamenti che si presentano spesso sotto forma di rituali in risposta alle ossessioni da neutralizzare ed esorcizzare.

 

Ad esempio il pensiero ricorrente ed intrusivo della paura che la propria casa possa andare a fuoco potrebbe essere un'ossessione, mentre il controllo continuo della chiusura del gas in cucina risulterebbe come una compulsione atta a ridurre tale ansia.

 

Si manifestano quindi comportamenti ripetitivi (lavarsi spesso le mani, allineare gli oggetti in un determinato modo, accendere e spegnere interruttori ecc.) o azioni mentali ( contare, pregare, ripetere parole ecc.) che il soggetto mette in atto in risposta ad un'ossessione.

I comportamenti o le azioni mentali sono volti alla riduzione del disagio o alla prevenzione di situazioni temute.

 

Questo disturbo prevede un grosso dispendio di tempo ed energie, modificando le abitudini di tutti i giorni e compromettendo il funzionamento globale della persona.

 

A differenza del fobico, il soggetto con D.O.C. non mette in atto condotte di evitamento ma vive nel terrore costante che accada qualcosa di catastrofico se non mette in atto determinati rituali.